Arte e cultura
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Abbazia di San Nicolò
immagine Abbazia di San Nicolò
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Sec. XI
Uscendo dalla città ed attraversando la Statale Tiberina, sul lato Sud-Ovest, si giunge all’Abbazia di S.Nicolò, una delle Chiese più antiche e suggestive di San Gemini.
Ad essa si riferisce il primo documento storico di San Gemini del 1036.
Fu ceduta all’Abbazia di Farfa e nel 1302 Bonifacio VIII nominò l’Abate di S. Nicolò suo commissario.
Andò poi progressivamente in rovina ed il suo portale fu venduto nel 1936 al Metropolitan Museum di New York e sostituito con una fedelissima copia ad opera dello scultore Fernando Onori di Roma. L’interno a tre navate è diviso da colonne con capitelli decorati. Conserva sul fondo dell’abside un affresco del 1295 del maestro Rogerino da Todi. Nella navata destra sono conservati vari frammenti medioevali. L’intervento di restauro voluto dalla Famiglia Violati nel 1967 l’ha restituita al suo antico splendore.


Visita:
venerdì sabato domenica 10.00-13.00 15.00-18.00
Tel 0744.630139
Pro San Gemini: email info@prosangemini.it
Tel. 0744.630130
 
Albergo Duomo - Ex Palazzo Santacroce
immagine Albergo Duomo - Ex Palazzo Santacroce
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Albergo Duomo – Ex Palazzo Santacroce
XVIII sec.

Il palazzo ducale della famiglia Santacroce fu costruito tra il 1729 e il 1730 a seguito dell'acquisto del feudo di San Gemini che avvenne nel 1722 ad opera di Agostino Lega procuratore del principe Scipione Publicola Santacroce.
"... Il principe ha fatto fabbricare un palazzo di pianta stabile e arricciato non essendovi pietra, consistente in 25 stanze con un grande magazzino, il primo piano a volta, il secondo piano e il terzo a soffitto...".
L'edificio risulta sontuoso ed elegante nella sua configurazione architettonica che si caratterizza compiutamente con quelle linee tipiche delle dimore signorili del XIII secolo.
Le torri angolari contribuiscono a rendere visivamente ancor piu' marcato l'effetto di dimora feudale richiamando alla memoria le torri di un fortilizio e che in questo caso sono puramente simboliche.
All'interno del palazzo uno scalone d'onore portava al piano nobile dove la famiglia realizzo' un salone interamente affrescato.
Nei riquadri delle pareti vennero rappresentati alcuni episodi della Gerusalemme Liberata, poema epico cavalleresco di Torquato Tasso che con i suoi temi ben si adattava all'esaltazione della famiglia Santacroce, sia per il messaggio legato ai temi dell'onore, della cavalleria, della guerra nobile e della lotta ai musulmani, sia anche per un intento celebrativo della famiglia.

 
Chiesa di San Carlo
immagine Chiesa di San Carlo
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Già Santa Maria de Incertis
Sec. XIV-XV
Sempre nella Piazza Palazzo Vecchio, la piccola e caratteristica chiesetta di San Carlo con affreschi del XIV e XVI secolo. Di notevole bellezza il trecentesco ciborio con il dipinto Madonna in trono con bambino tra Santi e Angeli di un seguace del Boccati (fine secolo XV) e, a sinistra nella nicchia, la Madonna in trono tra i Santi Stefano e Sebastiano, accuratamente restaurati dall’Associazione Valorizzazione Patrimonio Storico e Culturale di San Gemini. La costruzione sembra essere sorta a copertura di un’edicola dedicata alla Vergine, con il tamponamento delle arcate antistanti, mentre il nome sembra essere dovuto ad una Messa celebrata da S. Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano.Sempre nella Piazza Palazzo Vecchio, la piccola e caratteristica chiesetta di San Carlo con affreschi del XIV e XVI secolo. Di notevole bellezza il trecentesco ciborio con il dipinto Madonna in trono con bambino tra Santi e Angeli di un seguace del Boccati (fine secolo XV) e, a sinistra nella nicchia, la Madonna in trono tra i Santi Stefano e Sebastiano, accuratamente restaurati dall’Associazione Valorizzazione Patrimonio Storico e Culturale di San Gemini. La costruzione sembra essere sorta a copertura di un’edicola dedicata alla Vergine, con il tamponamento delle arcate antistanti, mentre il nome sembra essere dovuto ad una Messa celebrata da S. Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano.
 
Chiesa di San Francesco
immagine Chiesa di San Francesco
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Sec. XIII
Si affaccia sull’omonima Piazza, cuore dell’attuale città, con adiacente l’ex convento dei francescani, sec. XVIII-XIV. Dedicata a S. Francesco che sembra aver soggiornato in San Gemini nel 1213, fu fatta erigere dalla nobile famiglia Capitoni di cui si può notare lo stemma sopra l’arco. Il Portale ogivale del XV sec., con fasci di colonnine, conserva l’antica porta lignea del XIV sec. fatta restaurare dall’Associazione Valorizzazione del Patrimonio Storico e Culturale di San Gemini. L’interno è in stile gotico ad una sola navata con arconi di sostegno. Sulla parete destra affreschi del XV e XVII secolo, Adorazione dei Magi e sulle quattro nicchie in progressione, Santa Lucia tra San Giovanni Battista e San Rocco, Crocifissione tra San Girolamo e San Leonardo, Incredulità di San Tommaso e sul fondo Santa Lucia.
Sulla parete sinistra la Crocifissione con San Francesco. Di particolare pregio il Crocifisso ligneo del XV sec.
Di fronte alla chiesa di S. Francesco il settecentesco Palazzo Comunale, ex Palazzo Genuensi, che sostituì Palazzo Vecchio come sede del Municipio. Sul lato destro l’ex Villa Santacroce, poi Villa Mattina. Sul lato sinistro della piazza, la Fontana Gemine Astolfi costruita nel 1884 ad opera dello scalpellino ed intagliatore Orazio Armili di Narni. Il Comune vi collocò una epigrafe in segno di riconoscenza per aver contribuito alla costruzione dell’acquedotto. Restaurata nel 2001 a cura dell’Associazione Valorizzazione del Patrimonio Storico San Gemini.
 
Chiesa di San Giovanni Battista
immagine Chiesa di San Giovanni Battista
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Sec. XI
Giungendo nella piazzetta Garibaldi ci si trova sulla destra l’ex convento degli Agostiniani e l’antica Chiesa di San Giovanni Battista. Struttura complessa ed originale, risale al 1199 ed è opera degli architetti Nicola Simone e Bernardo, come attesta l’iscrizione sulla facciata in stile romanico.
L’elegante portale con cornice cosmatesca ed i due stipidi che poggiano su leoni accovacciati, richiamano il portale di San Nicolò.
La sovrastante lunetta con i due volti virili rappresentavano, come consueto, il potere papale ed il potere imperiale.
L’interno è a pianta centrale con grandi pilastri ottagonali. Sull’altare maggiore la tela Madonna del Rosario di Simone Cibori, del 1618, sull’altare a sinistra Madonna della Cintura attribuita a Giovanni Battista Manna ed a destra S.ta Rita. Sul lato sinistro la Fonte battesimale del XVI sec.



Visita: su prenotazione - Parrocchia San Gemini
Tel. 0744.630158
Pro San Gemini 0744.630130
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Chiesa di Santo Gemine
immagine Chiesa di Santo Gemine
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Duomo sec. XII
La costruzione risale al periodo tardo gotico ed ha subito vari rimaneggiamenti.
Fu completamente ricostruita tra il 1817 ed il 1847 ad opera dell’ingegnere Livoni, avvalendosi sembra, anche dei consigli dello scultore Antonio Canova, in soggiorno a San Gemini nei primi anni dell’800.
La facciata, piuttosto sobria, presenta un portale quattrocentesco.
L’interno in stile neoclassico, riconducibile all’architettura neo-barocca conserva quattro tele del primo seicento Martirio di San Sebastiano, Madonna con bambino e Santo Vescovo, San Matteo Evangelista e la tela del XVIII sec. Estasi di Santa Rita.
Sotto l’altare maggiore è custodita l’urna con le reliquie attribuite a Santo Gemine, Patrono della città, rinvenuta nel 1775 in una nicchia murata adiacente alla sagrestia.

 
Ex Convento di Santa Maria Maddalena
immagine Ex Convento di Santa Maria Maddalena
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Sec. XI
Sulla sinistra della Piazza Garibaldi l’imponente complesso dell’ex Convento di S.Maria Maddalena, sec. XI, dedicato alle monache dell’ordine benedettino.
La struttura, completamente restaurata a cura del Comune di San Gemini, ospita abitazioni private, il distretto socio sanitario, la biblioteca comunale e l’archivio storico ed il recente asilo “Papillon”. All’interno, nei vari ambienti, resti di affreschi del XV sec.
 
Palazzo Canova
immagine Palazzo Canova
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Svoltando la parte finale di Via del Tribunale, colpisce lo sguardo il Palazzo Canova che fu residenza estiva dell’illustre scultore Antonio Canova nei primi anni dell’800 e dal quale ne assunse l’attuale denominazione. Ne restano testimonianza la sottocornice neoclassica del tetto sulla via del Tribunale e quella sulla Torre.
 
Palazzo Vecchio o Pretorio
immagine Palazzo Vecchio o Pretorio
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Sec. XII-XIII
A circa metà percorso della via Casventino, emerge improvvisamente in tutta la sua imponenza Palazzo Vecchio o Palazzo del Capitano del Popolo o Palazzo Pretorio, che costituisce il simbolo del libero comune di San Gemini.
Sede per molti secoli del governo cittadino presieduto dal Podestà e simbolo del potere civico, il palazzo è un interessante esempio di architettura gotica, ricca di testimonianze pittoriche. La facciata con un grande arcone a tutto sesto e l’originaria scalinata in pietra che immette al primo piano, custodisce gli stemmi di Eugenio IV e della famiglia Orsini. All’interno due sale: sulla parete di destra della prima grande sala, il ciclo pittorico dei “Lavori agresti” raffiguranti la spremitura dell’uva, la mietitura, la raccolta del ficus nigra, sulla parete di sinistra ancora stemmi di Podestà tra cui quello di Giovanni da Montenegro del 1482. A sinistra il settecentesco Palazzo Zanassi e a destra la trecentesca Torre Esperia adibita a carceri, coronata da un campanile a vela che conserva ancora oggi l’originaria Campana delle adunanze forgiata nel 1318 da Mastro Matteo da Orvieto che serviva per annunciare le adunanze del Consiglio Comunale ma anche per segnalare alla popolazione eventuali pericoli. Particolare attenzione merita l’orologio a quadrante romano del 1700 fatto installare dai Principi di Santa Croce.



Visita su prenotazione
Tel. +39 333.2078494
Pro San Gemini 0744.630130
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Piazza San Francesco
immagine Piazza San Francesco
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Di fronte alla Chiesa di San Francesco il settecentesco Palazzo Comunale, ex Palazzo Genuensi, che sostitui' Palazzo Vecchio come sede del Municipio.
Sul lato destro l'ex Villa Santacroce, poi Villa Mattina.
Sul lato sinistro della piazza, la Fontana Gemine Astolfi costruita nel 1884 ad opera dello scalpellino ed intagliatore Orazio Armili di Narni. Il Comune vi colloco' una epigrafe in segno di riconoscenza per aver contribuito alla costruzione dell'acquedotto. Restaurata nel 2001 a cura dell'Associazione Valorizzazione del Patrimonio Storico di San Gemini.

 
Porta Burgi
immagine Porta Burgi
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Sec. XII
Adiacente al Palazzo comunale si erge l’antica Porta Burgi, che reca lo stemma dei Principi Publicola di Santacroce ed attraverso la quale si entra nella suggestiva cornice dell’antico borgo medioevale. Percorrendo la via Casventino che segue l’antico tratto della Via Consolare Flaminia, colpiscono lo sguardo i caratteristici scorci fatti di archi e vicoli stretti, dove la luce si diverte ad interrompere bruscamente le ombre delle antiche case.
 
Porta Romana
immagine Porta Romana
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Sec. XVIII
Costituisce l’attuale ingresso alla città e si mostra subito in tutta la sua imponenza.
Fu fatta erigere nel 1723 dal duca Scipione Publicola di Santacroce.
A pochi metri sulla destra il Palazzo Santacroce, oggi “Albergo Duomo” risalente al XVIII secolo. All’interno, di particolare pregio, il “Salone degli affreschi” realizzato dalla nobile famiglia romana.
Sempre sul lato destro si può notare la lapide apposta nel 1883, per ricordare il passaggio di Giuseppe Garibaldi
il 12 luglio 1849.

 
Resti dell'abside ex Chiesa di Santo Stefano
immagine Resti dell'abside ex Chiesa di Santo Stefano
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Riprendendo il percorso lungo la Via del Tribunale, sicuramente la più antica della città, all’altezza di Palazzo Vecchio, si possono notare i resti della ex Chiesa di S. Stefano, di cui resta solo l’abside visibile all’esterno.
La chiesa fu semidistrutta alla fine dell’800 per essere trasformata in frantoio.

Giostra dell'Arme
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