Arte e cultura
terminale
La storia
L’origine della cittadina di San Gemini e' molto incerta, ma sicuramente connessa alla nascita e allo sviluppo del vicino municipium romano di Carsulae, oggi importante sito archeologico, di cui forse era un pagus.
Entrambe interessate, marginalmente e direttamente, dal percorso originario dell’ Antica Via Flaminia, creata dai Romani nel 222 a.C. per collegare l'Urbe con l’Italia centro-settentrionale.
Quando Carsulae, nel II sec. d.C., comincio' a perdere importanza economica con il trasferimento della maggior parte del traffico commerciale sul diverticolo della Flaminia passante per Spoleto e Foligno e poi, con il definitivo abbandono, dovuto, sembra, al verificarsi di eventi sismici di una certa intensità, e' probabile che quell’ agglomerato pagense che si sarebbe poi chiamato San Gemini abbia trovato
ulteriore espansione.

Via FlaminiaNon e' possibile, per la mancanza di un benche' minimo accenno documentario o monumentale, affermare con certezza che San Gemini tragga origini dalla romana Casventum di cui parla Plinio il Vecchio. Certamente il sito ove poi sorgerà il centro medioevale non era privo di insediamenti precedenti, come dimostrano i resti di una domus romana decorata con pavimentazioni a mosaico in Via del Tribunale, le
cisterne ipogee rinvenute nell’ ex complesso monastico di S. Caterina o, ancora, il monumento funerario situato in prossimità del bivio per Terni e Narni, chiamato oggi Grotta degli Zingari.In sostanza, è molto probabile che uno degli agglomerati che si formarono sulla via Flaminia, in concomitanza degli effetti della guerra gotica, abbia potuto divenire quel centro che si sarebbe poi chiamato San Gemini.
Nome derivato secondo la tradizione, dal monaco siriano Yemin, vissuto nel IX sec. e grande benefattore della popolazione locale, che la cittadina assunse a suo Patrono.



In ogni caso la prima menzione certa di San Gemini si trova nell’atto di fondazione dell’ Abbazia di S. Nicolo' dell’anno 1036 o 1037.
Nel 1119 la cittadina figura come Gastaldato del Comune di Narni.
Grazie alla politica Papale, soprattutto con Innocenzo III, intenzionato a riportare le terre umbre sotto l’effettivo dominio della Chiesa, San Gemini assurse poi al rango di "Libero Comune". I secoli che seguirono, durante tutto il basso Medioevo, furono alquanto tormentati per la cittadina, trovandosi spesso al centro di lotte tra le avverse fazioni di Guelfi e Ghibellini, alleata o nemica, a seconda degli interessi del momento, di Comuni quali Narni, Terni, Todi, Spoleto ecc.
Più volte rischio' di perdere la sua autonomia, che difese strenuamente,
con l’ aiuto della Chiesa, fino all’ anno 1530 quando Clemente VII cedette
San Gemini in feudo agli Orsini, che nel 1720 lo vendettero al Principe Politola
di Santacroce. Il feudo decadde nell’ anno 1817 con la rinuncia della famiglia Santacroce.
Successivamente la cittadina figura appartenente alla provincia di Spoleto e sotto il comune di residenza governativa di Terni.
Dal 1889 lo sfruttamento industriale delle acque minerali lo renderà famosa in tutto il mondo.


The origin of the town of San Gemini is very uncertain, but it is probably connected to
the birth and development of the nearby Roman municipium of Carsulae, today an
important archaeologicalsite, of which it was perhaps a pagus.
They were both influenced, marginally and directly, by the original route of the
Ancient Via Flaminia, created by the Romans in 222 BC to connect Rome with
central-northern Italy.
When Carsulae, in the II sec. AD, began to lose economic importance with the transfer
of most of the commercial traffic on the part of the Flaminia passing through Spoleto
and Foligno and then, with the definitive abandonment, due, it seems, to seismic events
of a certain intensity,it is probable that the agglomeration, that would later be called
San Gemini, increased its expansion.
It is not possible, due to the lack of even the slightest documentary or monumental hint,
to state with certainty that San Gemini draws its origins from the Roman Casventum
of which Pliny the Elder speaks. Certainly the site, where the medieval center later rose,
was not without previous settlements, as shown by the remains of a Roman domus
decorated with mosaic pavements in Via del Tribunale, by the underground cisterns,
found in the former monastic complex of St. Caterina or by the funerary
monument located near the junction for Terni and Narni, today called Grotta degli
Zingari.
It is very likely that one of the agglomerations that formed on the way Flaminia,
as a consequence of the effects of the Gothic war, could have become the center that
would later be called San Gemini.
The name traditionally derives from the Syrian monk Yemin, who lived in the 9th
century who was a great benefactor of the local population.
St. Gemine (Yemin) became the Patron Saint of the town.
In any case, the first certain mention of San Gemini is found in the foundation act
of the Abbey of St. Nicolo in the year 1036 or 1037.
In 1119 the town appears as Gastaldato of the Municipality of Narni. Thanks to Papal politics, especially Pope Innocent III who wanted to bring the
Umbrian lands back under the dominion of the Church, San Gemini rose to the rank
of "Free Municipality".
The centuries that followed, throughout the lower Middle Ages, were somewhat
tormented for the town, often being the center of struggles between the opposing
factions of Guelphs and Ghibellines, allied or enemy, depending on the interests of
the moment, of Municipalities such as Narni, Terni , Todi, Spoleto etc.
Several times it risked losing its autonomy, which was vigorously defended,
with the help of the Church, until the year 1530 when Clement VII yielded San Gemini
to the Orsini Family, who in 1720 sold it to the Prince Politola of Santacroce. The feud
fell in the year 1817 with the renunciation of the Santacroce family.
Later, the town was part of the province of Spoleto and under the municipality of Terni. From 1889 the industrial exploitation of mineral waters has made it famous worldwide.

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